Le origini della Pasta di Gragnano IGP

le origini della pasta di gragnano IGP

Le origini della Pasta di Gragnano IGP

Oggi diffusa ed apprezzata in tutto il mondo e tra i principali simboli del Made in Italy all’estero, la Pasta di Gragnano ha origini ben lontane nel tempo.

Quali sono le origini della Pasta di Gragnano IGP?

Nel XVI secolo l’alimentazione del popolo napoletano era basata soprattutto su pane e verdura, tanto da essere denominati “Mangiafoglie”. Tuttavia le frequenti carestie, avvenute nel corso del XVI e XVII secolo, comportarono la necessità per la popolazione di creare delle scorte alimentari che permettessero di conservare il grano più a lungo.

La pasta di semola di grano duro aveva il grande vantaggio di poter essere conservata per lunghi periodi, tanto che, nel giro di due secoli, la pasta passò da semplice cibo di scorta ad alimento di alto valore nutrizionale e di largo consumo, tanto da trasformare l’appellativo dei napoletani in “Mangiamaccheroni”.

Fin dal Medioevo i territori in cui il grano veniva macinato furono l’area tra Vietri ed Amalfi e quella tra Torre Annunziata e Gragnano. Quest’ultima in particolare rappresentava una zona ideale per la produzione della pasta, sia per la presenza d’acqua che consentiva l’utilizzo dei mulini che per la vicinanza al porto di Castellamare, per un più rapido approviggionamento del grano.

La posizione strategica, la presenza di acqua che garantiva la forza motrice del mulini e le favorevoli condizioni climatiche hanno reso in breve tempo Gragnano il luogo perfetto per la nascita dei primi pastifici. La temperatura dell’aria e la bassa umidità unite alla leggera ventilazione rappresentavano gli elementi fondamentali per il processo produttivo ed in particolare per la fase dell’essiccazione che avveniva lentamente. Ad oggi il Pastificio Liguori riproduce le condizioni favorevoli ad una lenta essiccazione come da tradizione, utilizzando le basse temperature, questo uno dei motivi della grande qualità e dell’inconfondibile sapore della Pasta Liguori.

Nei secoli scorsi l’essiccazione della pasta avveniva all’aria aperta dopo una prima fase di circa 12 ore in cui il prodotto veniva conservato in locali umidi e freddi. All’esterno, invece, il prodotto restava anche fino a 30 giorni sotto gli occhi attenti dei mastri artigiani, gli “Aizacanne”, che controllavano la principale parte del processo. I sapienti operai disponevano la pasta su grandi strutture di legno simili a telai, le cosiddette “Spallette”. Sulla strada antistante ad ogni pastificio ve ne erano un gran numero e gli Aizacanne le monitoravano costantemente muovendole a seconda del vento e della luce del sole che cambiava durante le ore del giorno, questo per assicurare alla pasta un’essiccazione omogenea.

Infatti in seguito all’avvento dei pastifici, su cui all’epoca era basata l’economia dell’intera città, anche l’aspetto urbano subì delle modifiche essenziali: le strade furono ampliate per sopperire al bisogno di spazio all’esterno degli opifici, necessario per la movimentazione delle Spallette, e furono creati dei ponti per migliorare la circolazione dei carri carichi di pasta da vendere e di semola da scaricare nei pastifici, che anticamente sorgevano al centro della città di Gragnano.

È in questo favorevole contesto che nacque nel 1795 la bottega dei maccheroni di Don Gaetano Liguori, poi trasformata nel 1820, dal suo successore Vincenzo Liguori, in un laboratorio adibito esclusivamente alla produzione di pasta: nasce così il Pastificio Liguori.

Il Pastificio di Gragnano era situato al centro della città, nella storica Via Roma, in un punto cruciale per l’irradiamento solare in gran parte del giorno, indispensabile per il corretto processo di  essiccazione della pasta.

Il Pastificio Liguori è oggi il risultato dell’esperienza di molte generazioni unita a quanto di meglio l’alta tecnologia è riuscita a creare in termini di sicurezza, qualità e servizio.

Produciamo la Pasta di Gragnano IGP utilizzando, inoltre, semola 100% italiana proveniente dai migliori grani duri certificati delle regioni Puglia, Basilicata e Molise.

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