Il merito della tradizione | Pasta Liguori
21474
page-template-default,page,page-id-21474,unselectable,,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-1.3,wpb-js-composer js-comp-ver-4.7.4,vc_responsive
Anticamente i lunghissimi maccheroni venivano disposti su spallette (canne) messe all’aperto e cambiate di posizione a seconda del vento o del sole. L’essiccazione era un rito ed il pastaio era il maestro
che orchestrava la sinfonia.
foto-storia-pasta-di-gragnano
IL MERITO DELLA TRADIZIONE

Tanto si legge, si scrive e si racconta sulla pasta, in molti ne descrivono le origini, ne spiegano la storia. Come e quando sia stata inventata, se il suo nome derivi dal latino o da chissà quale altra lingua, non sono domande a cui risponderemo. Noi di Liguori preferiamo parlare della nostra pasta, di Gragnano e della sua antica tradizione.
Basta dare uno sguardo veloce al passato per comprendere che il Pastificio Liguori e la splendida Valle dei mulini non sono altro che un’unica affascinante storia, racconti che si intrecciano, come i due lembi di una casareccia, che a guardarli ci si confonde perché non si sa dove inizia uno e finisce l’altro, semplicemente sono un tutt’uno.

 

Già in epoca romana nell’area gragnanese si macinava il grano. Immaginate le pale dei mulini azionate dallo scorrere dell’acqua del Vernotico, pronte per macinare i carichi di grano in arrivo dalle colonie romane via mare. Fu questo lo scenario che animò il territorio per un certo periodo.

 

Tempo dopo la necessità di avere scorte alimentari si fece sentire e così ebbe inizio la produzione di pasta secca: era il 16 agosto 1795 quando Don Gaetano Liguori ottenne la concessione da parte del Consiglio della Municipalità di “ fare e vendere maccaroni di buona qualità e unica sorte”.
Da allora in poi ci hanno pensato il lavoro tramandato, la volontà e anche le circostanze favorevoli e propizie a portare Don Gaetano fino ad oggi con il Pastificio Liguori e la sua antica tradizione. Tra i discendenti di Don Gaetano, fu Vincenzo Liguori che nel 1820 fondò l’attuale pastificio. Ovviamente, avere un pastificio a quei tempi non era certo come oggi : voleva dire influenzare le costruzioni di nuovi palazzi perché non togliessero luce alle canne sulle quali si essiccavano gli spaghetti, voleva dire avere “aizacanne” pronti ad agitare le fruste per proteggere la pasta dal passaggio di animali diretti al pascolo. Essere un maestro pastaio, a quei tempi, voleva dire conoscere i venti, dallo scirocco al maestrale e capire la loro influenza sull’essiccazione.

E’ proprio di questa arte che oggi ci sentiamo custodi, perché sebbene non dobbiamo più preoccuparci del vento, del sole e dell’umidità, ci sono molti altri aspetti ai quali badare per far sì che sulle vostre tavole arrivi un prodotto che sia valido testimone di questa secolare tradizione.

 

E allora non sarà più il caso di ricordarvi che utilizziamo le migliori miscele di grano duro italiano, l’acqua della nostra valle, le antiche trafile al bronzo, perché questo lo sapete già. Il nostro intento è riuscire a farvi sentire ogni giorno con la nostra pasta, lo stesso profumo di acqua e grano che invadeva le strade ai tempi di Don Gaetano oltre duecento anni fa.
Lo stesso profumo che respiriamo a pieni polmoni ogni mattina, quando entriamo in azienda e ci mettiamo al lavoro, sapendo che nel pacchetto di pasta che arriva a voi non ci sono semplici spaghetti, rigatoni, paccheri o fuslli, ci sono, uno ad uno, tutti coloro cha hanno contribuito a mantenere viva la nostra storia; c’è la sapienza dei maestri pastai di una volta tramandata a quelli di oggi, c’è la dedizione di chi incartava la pasta con i fiocchi rossi in bottega e di chi oggi la confeziona con la stessa cura ed impegno.

 

La nostra storia insomma è tutta qui, in queste poche righe. C’è un profumo che ricorda Gragnano, ed è quello del grano mentre si impastava, lo stesso che si respira nel nostro pastificio. C’è un’immagine che riassume Gragnano, ed è quella degli spaghetti stesi ad asciugare, la stessa che ha ispirato il nostro logo. C’è una parola che racchiude la storia di Gragnano, ed è LIGUORI.

 

E il sapore di Gragnano qual è ? Quello lo lasciamo scoprire a voi, davanti ad un piatto di pasta Liguori, se non l’avete ancora fatto.

error: